Se intendiamo il ritmo come “il succedersi ordinato nel tempo di forme di movimento, e la frequenza con cui le varie fasi del movimento si succedono[…]” (cit. Treccani) possiamo allora chiederci quanto ritmata sia la nostra vita e la nostra quotidianità.

Quali sono le successioni nel tempo dei nostri comportamenti, delle nostre azioni e delle nostre emozioni?

 
Come cambiamo i nostri atteggiamenti, i nostri pensieri e le nostre emozioni nel tempo?
 
Riconosciamo schemi o forme che si ripetono nei nostri modi di vivere e raccontare le nostre esperienze di vita?
 
Riusciamo ad individuare il ritmo della nostra esistenza e del nostro modo di stare nel mondo?
 
Se ci diamo il permesso di ascoltare e dare voce alle nostre sensazioni, alle nostre emozioni e ai nostri pensieri possiamo delineare una sequenza ritmica nei nostri modi di percepire e vivere la realtà.
 
Scopriremo così alcune forme che si ripetono con costanza più di altre e cominceremo ad abbozzare alcuni tratti del nostro carattere come fossero tendenze e atteggiamenti quasi automatizzati che modellano la nostra identità e la percezione che abbiamo di noi stessi.
 
Riconoscere il proprio stile, il proprio ritmo, il proprio modo di comportarsi in determinate situazioni può diventare un primo passo per riscoprirsi creativi compositori, per sperimentare nuove forme di movimento nel tempo e delineare diversi ritmi per la propria esistenza.
 
Ritmo [dal lat. rhythmus, gr. ῥυϑμός, affine a ῥέω «scorrere»]
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